Egli strinse forte la bianca mano.

— Sei mia!

E lei:

— Quanto bene mi vuoi!

Di nuovo tacquero cedendo alla dolcezza di quell'ora, in quella solitudine e nel silenzio che solo qualche pigolìo interrompeva, o qualche canto lontano. Il profumo dei fiori lontani perveniva [pg!76] fin troppo greve. A quando a quando un murmure fra il canneto.

D'improvviso l'amata chiese a bassa voce:

— Hai sentito?

Si rivolse a rimuover le fronde e gli esili fusti più prossimi; volle ch'egli avanzasse la barca a quella parte, per veder meglio nel folto.

— Là! — dissero a una voce.

A limite dell'acqua, poggiato sui giunchi che il peso piegava, era un nido di folaghe. Avanzando ancora la barca, ecco balzar dal nido nell'acqua, con un doloroso richiamo, la folaga spaurita; e si levò a svolazzare su l'acqua intorno chiamando disperatamente il compagno.