[pg!78] L'amante le chiese trepidando, sentendola sfuggire con lo sguardo velato:
— Che hai?
Essa tacque; abbassò gli occhi. E come egli, in un impeto di desiderio, fe' per trarla al suo petto, lo respinse decisa:
— No!
[pg!79]
[FERDINA.]
Appena fu in condizione di poter uscire dall'ospedale, il maggiore Baredi scelse a dimora per la convalescenza la sua villa di Casaglia. Gli erano concessi due mesi a rimettersi del sangue perduto da una ferita che era stata quasi mortale, al petto, e da un'altra, al capo, che gli aveva deturpata la guancia sinistra per sempre. E oltre che ricuperare le forze respirando la pura aria nativa, egli sperava che lontano dal mondo, solo con sè stesso e coi ricordi famigliari, mitigherebbe la rancura compressa nell'animo e temprerebbe l'animo più virilmente al proposito della vendetta.
Perchè in quel suo rovello sentiva prevalere un eccitamento di vanità personale, e se ne accusava come di una debolezza. Gli bisognava vincere l'orrore che provava a guardarsi nello specchio e che aveva sorpreso negli occhi degli [pg!80] amici e delle amiche quando l'avevano visto senza bende; gli bisognava persuadersi che tornando a combattere e affrontare la morte con accresciuto fervore di vita, acquisterebbe davvero, se scampasse ancora, una ragione di superiore orgoglio, una riparazione di spirituale bellezza a quella deformazione indelebile.
Ciò che aveva fatto, il rischio da cui era scampato a stento, non gli pareva bastevole nè per la sua rassegnazione, nè per la stima altrui.
Volle dunque andar a Casaglia come a luogo di attesa più che di quiete. Ma lo contrariò subito la stagione.