Il maggiore rimproverò il ragazzo. Il ragazzo rispose sgarbato, e la sorella gli lasciò andare uno scappellotto; ma lui si vendicò accusandola:

— I fringuelli ti fan compassione; gli storni, no. Mi hai aiutato tu a pigliarli tra i coppi!

— Gli storni sono di danno! — essa rispose. — E poi — aggiunse rivolta a Baredi, — quelli di nido sono così buoni in umido!

E sorrideva con labbra ingorde.

Anche andava in bicicletta e si scalmanava in corse faticose quando, scesa alla città per le spese domestiche e fatte tutt'altre compere a suo capriccio, doveva rincasare a prendere soldi e ripetere il viaggio.

Non sapeva, insomma, moderare le esuberanze dell'indole, nè mitigare le asprezze del carattere. Eppure, quand'era solo, Baredi ne [pg!96] rivedeva spesso l'imagine ricomposta in lineamenti ed espressioni gentili, e se ne ricercava le impressioni avverse, da quei contrasti essa, anzi che perdere, acquistava nuova attraenza, come d'una bellezza singolare, forte e sana.

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Ma un pomeriggio, accompagnandola per la strada della chiesa, Baredi osservò a caso, al margine del fosso, un fiore nuovo per lui. Lo stelo lungo e schietto reggeva, a corona, cinque o sei capolini di un delicato color lilla sorretti da un esile picciuolo senza foglie. Lo staccò e glielo porse.

Ferdina lo gettò via con disprezzo. Come offesa davvero, gridò:

— Questo fiore a me?