— Nossignore.

— Bene. Cosa ti piacerebbe di fare?

Sempre più inanimito da quel "bene" rispose:

— Il signore.

— Ho capito — disse il filosofo. — Vorresti diventare ingegnere o avvocato o medico, o che cosa?

Ma ora Celso rimase perplesso. Non erano dimande inopportune? «Fare il signore» non significava «far niente»?

[pg!110] — Via! — insistè il conte rialzandosi e asciugandosi le dita nel fazzoletto. — Quale professione sceglieresti?

Bisognava finirla.

— Nessuna.

Fu un nuovo colpo inatteso. Ma non doloroso; anzi! Al filosofo parve di giungere improvvisamente a una felice scoperta; tale che tacque a lungo. Poi tolti dal gilet alcuni soldi, li porse al ragazzo.