Soldato! Un colpo di mazza sul cranio! Ma non una di quelle mazzate che stordiscono; no: di quelle che spalancano tutte le finestre cerebrali a una luce repentina, inattesa, illimitata. Al filosofo s'illuminarono il passato, il presente, l'avvenire: il passato suo proprio, l'avvenire di Celso, il presente di tutti e due.
Oh portento! Soldato! Soldato d'Italia! Ecco l'inclinazione latente, rivelata a un tratto! Di chi? di Celso? solo di Celso Dondelli? No, no: anche di lui, del conte Mauro Agabiti! La [pg!129] capiva adesso, di colpo, quale era l'inclinazione sua propria, adesso che aveva manifesta, improvvisamente e finalmente, quella del suo allievo!
E il generale Agabiti avrebbe potuto fare onore alla patria; ne era sicuro. E sentiva l'amarezza del bene non mai goduto e perduto per sempre; del bene conosciuto troppo tardi. Per qual causa? Per qual colpa? Chiese, d'impeto:
— Chi, che cosa ti spinge, te, alla milizia?
— Una donna — Celso rispose senza esitare.
Fortunato giovane!
Il giovane infatti aggiungeva:
— Vuol sposare un capitano di cavalleria. Io divento sergente, sottotenente, tenente, capitano; e....
— Alt! — interruppe il conte Mauro —; come si chiama.... lei?
— Amelia.