— Si dice?...

Più pallido di me, tenendo il pettinino nella destra e lo specchietto nella sinistra, a mezz'aria:

— Non assumo alcuna responsabilità — mormorò: — Nessuna responsabilità delle chiacchiere altrui.... Si dice, dicono, lo dice anche la mia signora, che la signorina Ortensia sposerà.... l'ingegner Roveni.

Stavo sempre immobile, quasi aspettando ancora. L'altro, al mio silenzio, si smarrì del tutto, precipitò sino in fondo.

— Sarebbe un matrimonio già combinato....

Allora io gli gettai in faccia una sola parola:

— Sciocco!

E tornai a guardare il cielo. Fremevo, cieco d'ira; tremavo; non vedevo più l'altro, che balbettava:

— Ma.... ma...., dottore.... È un'offesa....

Ancora tacqui. Durante il nuovo silenzio freddo e pesante il poveromo si chiedeva che cosa gli restasse a fare. Intascare l'astuccio.... E poi? Mandarmi i padrini. Se no, la dignità del futuro sindaco di Valdigorgo correva un rischio terribile. Un gentleman a rischio di parer vile! Ma, d'altra parte, urgeva non comprometter la pelle. Che fare, dunque? Ah l'ingegnoso diplomatico che trovata ebbe!