Arditamente e solennemente disse:
— Dottor Sivori: lei mi ha offeso; lei ha offeso.... un vecchio!
Quasi disperato, per salvarsi, riconosceva ciò che altrimenti gli sarebbe stato più grave di ogni insulto: si confessava vecchio!
Ma non solo per questo io ruppi in una risata ironica, mentre Ortensia stava per rientrare....
E a veder Ortensia, il cavaliere, come ricuperasse l'anima che il mio riso respingeva su l'abisso, con uno sforzo sublime di spirito, mi lasciò, andò alla volta della ragazza, e varcando la porta salutò franco:
— Au revoir, signorina!
XV.
— Il signor Oliviero mi piace! mi piace molto! — disse Ortensia riprendendo il romanzo e rimettendosi al solito posto, contro alla porta della terrazza.
Ancora su la soglia di quella io le voltavo le spalle, impietrato sotto il peso della cosa enorme: l'amavo!
— Dove siamo rimasti, Sivori?... Prego! Stia attento qui, adesso. Il mondo non casca più e il cavaliere, grazie al Cielo, se ne è andato!... Au revoir!... Ah! ecco dove eravamo.... Senta dunque.