— Dottore....
E dietro di me una voce, in tono di canzonatura, imitò quel saluto: — Dottore....; ingegnere....
Uno sdegno più forte di quello suscitato in me dal cavalier Fulgosi provai allora contro la Melvi; una smania di vendetta quasi fosse lei e lei sola colpevole del mio soffrire. Le chiesi, tra ironico e minaccioso:
— Ha bisogno della mia compagnia o di quella dell'ingegnere?
Anna si era appoggiata a un tavolino, su cui ardeva una lampada, e dava la caccia a una farfalletta che svolazzava intorno al lume.
Rispose arditamente: — La sua compagnia è troppo seria, per me!
Roveni fece: — Oh oh!
Io mi accostai alla Melvi; e mentre ella bruciava la farfalla alla lampada, dissi per provocarla:
— Essere troppo serio per lei non significa che io sia molto serio!
— E questo vuol dire che io sono così allegra.... che non dovrei prendere sul serio nemmeno lei? nemmeno un poco?