— Nulla.... L'altro dì te lo dissi pure che sarei partito a giorni.

— Io credevo scherzasse.... Non mi promise....?

L'interruppi:

— Fu una promessa della tua fantasia. Eccoti un consiglio: non affidarti mai alla fantasia contro le imposizioni della realtà.

Questo le dissi, io, che avevo tentato invano di romper l'incanto!

Ma essa si strinse nervosamente le mani, a capo chino; poi mi guardò in quel modo.... Non m'ingannavo! Mi sembrò di vacillare; non potei non mitigare la voce, non dire:

— In realtà.... tu sei buona.

— Buona? — Sorrideva così triste!; un sorriso di amore dolente.

— Sì, buona! — proseguii fingendo di non capire e cercando pretesto a inasprirmi di nuovo. — Il mondo invece è cattivo! Che dolore sarebbe per me, un giorno, se dovessi apprendere che tu ti sei mutata all'esperienza del mondo!

A sua volta, quasi suo malgrado, ribattè fiera, aspra: