— Lei ha poca fiducia in me; ed io ne ho tanta in lei!

— Che sai di me, tu? — esclamai senza più chiaramente avvertire quel che mi dicessi. — Ricordati che ogni infamia è possibile: anche quelli che stimiamo di più ci possono mancare!

Il mio pensiero, trasportato dalle mie stesse parole, corse a Roveni. Ma indietreggiai; contenni l'impeto della gelosia, a cui stavo per abbandonarmi.

— No: esagero. Non tutti quelli che stimiamo si dimostrano indegni della nostra stima. Io di Roveni....

— Sivori! — Ortensia gridò, sdegnata, quasi minacciosa, come non l'avevo mai vista.

— Lasciami dire. Di Roveni io ho tanta stima che non posso pensare alla tua felicità senza pensare alla sua felicità.

Allora essa mormorò:

— Non credevo....; non credevo.... — e fuggì via. Non credeva che io fossi spietato!

.... Annunciai poco dopo a Eugenia che partirei il lunedì prossimo. Eugenia mi disse:

— Perchè non restare ancora un po' da noi? Speravamo restaste fino all'inverno!... Volete andar laggiù, in pianura, in autunno?