— A che pensa? — provocandomi, per disperazione, a finir quell'angoscia.
— A nulla!
— Non si può non pensare a nulla. La notte, al buio, cerco il sonno e non lo trovo, se mi viene in mente qualche cosa....; e provo a non pensarci. Ma che! Non ci si riesce!
— Tu hai diciassette anni — ribattei amaramente: — io venti di più. Alla mia età si può anche non pensare a nulla!
Ma pensavo, ancora, al male che avevo fatto!
Che possanza ogni mia parola, ogni mio atto, a poco a poco, di giorno in giorno, aveva avuta su quell'intelligenza e in quel cuore!
— Non hai fiori oggi — dissi chinandomi a raccogliere un fiore di colchico.
— Mi dia quello!
— No. È velenoso.
— Che importa? Me lo dia, Carlo!