Ortensia, venuta pochi dì innanzi a Milano con Claudio, aveva rimproverato Marcella di non saper piegare il suocero al concordato dei creditori....
(Anche Learchi padre, dunque, ci si opponeva!)
— Una scena, mio caro! Marcella ha pianto tanto! Ma, francamente, quella ragazza è così apprensiva, così.... fantastica! Esagera tutto.... Uf! Non nego, io, che debban essere in angustie, lassù! Ma.... Siam sempre lì; che ci si guadagna ad angustiarsi?... Bevi, Sivori!
Invece di bere io chiedevo altre spiegazioni.
— Se andassi tu a Valdigorgo? — disse Guido. — Ti chiariresti di tutto; faresti bene; li consoleresti.
Marcella rientrava; e il marito, a voce alta, perchè ella non si adombrasse, die' una svolta al discorso.
— Anche in commercio ci vuol fortuna! Ecco tutto! Come in medicina. Vedi? io non conosco medico più sfortunato di me! I miei clienti si spiccian tutti in pochi giorni: o di là, o di qua; a gran velocità guariscono o muoiono. Merito mio? Ma che! Io anzi avrei bisogno di quei bei casi che durano mesi e mesi; non tanto per imparare, s'intende, quanto per diminuire i sospiri e i vaglia di mia madre. Eppure, sfortunato come sono, non mi dispero io!
.... Esortai Marcella ad ascoltare la sana filosofia di suo marito e le promisi che l'indomani sarei andato a Valdigorgo. Marcella mi ringraziò più con gli occhi che con le parole.
VII.
Mentre la carrozzella mi trasportava dalla stazione di Valdigorgo a Villa Moser, poco dopo il meriggio, io cercavo prepararmi al penoso incontro con Claudio e all'incontro desiderato e temuto con Ortensia.