Dagl'ingarbugliati discorsi di Guido non avevo chiaramente compreso quel che potessi fare a pro di Moser; tuttavia avevo inteso abbastanza da rammaricarmi di non esser ricco e di non poter rendere il mio intervento ben più profittevole. Se io avessi consumati gli anni migliori della mia giovinezza a guadagnare, Claudio ora non sarebbe stato alla mercè di amici venali! Invece ero vissuto quasi soltanto con il reddito del podere de' miei vecchi, affittato al Biondo; uomo onesto ma non abile forse a trar dalla terra tutto il frutto che poteva dare. Vendendo quel po' di roba, che mi resterebbe? La professione che avevo non curata sempre; ripresa da poco per disperazione o per necessità! Immaginare se Claudio permetterebbe simile rinuncia! Ma al pensiero di Ortensia cedeva ogni difficoltà: per risparmiarle dolore affronterei anche la miseria, con o senza il permesso di Claudio!
La strada dilungava cinerea sotto il cielo caliginoso; non incontravamo che qualche birocciaio intabarrato fino al mento.
Nei campi non c'era neve; appariva scoperto il tenero e pallido verde del grano tra gli alberi scheletriti. Lembi di neve restavano qua e là sul dosso dei monti, svelati solo di tratto in tratto; e la nebbia fumava contro le oscure moli con pigre volute. Le case dei contadini, chiuse, deserte, parevano avvolte nel freddo. D'improvviso, in quella solitudine di morte, proruppero da un'aia e corsero alla strada, alcune grida di gioia e risate. Eran poveri ragazzi mascherati con maschere di carta e cenciose sottane di donna. E rammentai che eravamo agli ultimi giorni di carnevale, e mi si riempiron gli occhi di lagrime. Quella gaiezza puerile, quasi insorgente a dispetto dello squallore e della tristezza che desolavan la campagna tutt'intorno, mi rattristò più che se avessi intravvisto un festoso spettacolo di gioia, perchè riebbi nella memoria il contrasto d'altre grida gioiose e d'altre risate: di giorni pieni di sole e lieti di verde e di fiori, quando Ortensia era ragazzetta felice...., lassù.
Come la rivedrei ora?
Con che palpiti scorsi, da lungi, la villa! Un raggio di sole finalmente aveva rotto la nebbia proprio là perchè io la vedessi da lungi!
Ma quando arrivai mi sorprese che nessuno si facesse vivo. Mi era immaginato di vedermi subito accolto da Claudio, da Ortensia: invece un nuovo e umile servo tardò a venire al cancello.
Ecco un primo contrattempo: Moser non c'era; era partito la mattina per Milano..
— La signora? La signorina?
A stento il servo acconsentì a introdurmi nella bella sala a terreno; ora gelida. Ma tra la cima degli abeti il sole riapparve, dalle vetriate, nel giardino.... E d'improvviso una delle porte laterali s'aperse: Eugenia.