Lei, la povera Eugenia, appunto perchè persuasa essa stessa che nulla valevano su Learchi le buone ragioni, era afflitta del non trovare nessuno, non un amico, non un congiunto, il quale piegasse quell'uomo toccandogli il cuore.
— Il male è che tanta cocciutaggine gl'impedisce, a Learchi, di vedere qual è veramente il suo interesse. Se non si fa il concordato, perderà tutto; se si fa, non perderà che una parte del suo credito.
Io chiesi:
— Siete certa di questo?
— Claudio e il curatore ne sono convinti.
Dunque all'ostinazione di un uomo così esoso doveva esserci un incitamento segreto; qualche cosa o qualcuno l'acciecava! Dimandai anche:
— Ed è vero che la disgrazia si sarebbe evitata se Learchi avesse consentito a comporre la società?
— È vero.
— Chi l'ha acciecato, dunque? — esclamai. Eugenia intese a chi alludevo, ma scosse il capo.
Io insistetti apertamente: