— Roveni?
— No, non credo che arrivi a questo punto. Learchi è acciecato dalla rabbia; non ha più fiducia in nessuno....
Forse la buona donna difendendo Roveni difendeva Ortensia?
E Ortensia tardava. Perchè tardava così? Non avrebbe dovuto accorrere come per un'attesa improvvisamente interrotta e non delusa? Non le avevo io detto che sarei tornato a lei il giorno della sventura?
— Però al dire di Guido — io ripresi — anche Roveni è stato od è ingrato con chi gli ha fatto del bene.
— Purtroppo anche lui ci è diventato nemico, per interesse; non per altro. Sarebbe una cattiveria troppo grande! Sapete che colpa fa a Claudio? Claudio si teneva certo che si farebbe la società, e un giorno che aveva un pagamento urgente, non potè rifiutare una somma che Roveni stesso gli propose. Ma il progetto della società andò a monte; e Roveni adesso dice che Claudio l'ingannò.
— Di quanto è creditore, Roveni?
— Duemila lire.
Povera Eugenia! Non altra ragione per lei aveva l'odio dell'ingegnere! Ma io, che tanta stima. avevo avuta di lui un tempo, io ora pensai che per un meditato fine di vendetta egli doveva aver proposta la piccola somma a Claudio.
In quel punto la porta laterale fu riaperta d'impeto. Ortensia s'arrestò su la soglia quasi pentita di un errore, quasi cessasse d'un tratto lo sforzo che l'aveva spinta di corsa fin là. Un istante; poi s'avanzò risoluta verso di me, che le andavo incontro.