Continuò violento:
— Roveni, Roveni arrivar a questo punto? Perchè? Che cosa gli ho fatto io di male? Era appena uscito dal Politecnico; me lo raccomandarono....; aveva patita la fame; trovargli subito un buon impiego non era facile. Lo presi con me, lo trattai come un figliolo. No? E perchè dunque questa parte di Giuda? C'è un mistero! Non ha tradito, lui, per trenta denari: ci ha rimesso duemila lire, a tradirmi! Perchè? Tu ne sai qualche cosa! Parla una volta!
Mentire ancora e del tutto era inutile, oramai.
Risposi: — La spiegazione è facile. Immagina che Ortensia da qualche anno non sia più una bambina; immagina che Roveni ne fosse innamorato....
Claudio spalancò gli occhi come alla cosa più inverosimile di questo mondo; ne parve atterrito.
— Immagina — proseguii — che Ortensia abbia risposto un bel no, uno dei tuoi no, a tutte le speranze, a tutte le richieste, a tutte le insistenze di Roveni, e che Roveni, dopo aver tentata invano la via buona, abbia mutato strada.... per piegarla....
Claudio intravide in confuso un eroismo nella fierezza e nella fermezza della figliola....
— Ortensia! — fece a voce strozzata, e coprendosi il volto con le mani scoppiò in singhiozzi.
Fu uno sfogo non breve. Ma si riscosse con l'impeto dell'antica energia, sorrise, mi prese e strinse forte la mano. Riapparve il Moser di una volta mentre diceva:
— Hai ragione, Carlo! Per Ortensia; per la mia famiglia; per te ho ancora molto da fare! Lavoreremo!