Non ci eravamo visti da tanto tempo, noi due! Com'era cresciuto, il piccolo Mino! La commozione della nostra amicizia scusava il turbamento con cui mi presentavo a Eugenia ed Ortensia.

Erano uscite per la loggia, da una camera a terreno, ove scorgevasi della biancheria distesa su una tavola: Eugenia con un oh! di grata meraviglia; Ortensia pallida.... Nulla dell'impeto mal represso con cui era venuta a me a Valdigorgo; era pallida, quasi stanca, e mesto il sorriso.

— Come state, Sivori?

— Sapete che non vuol restar da noi oggi? — riprendeva Claudio. Ed Eugenia e Ortensia a una voce:

— Perchè?

— Perchè, perchè un povero diavolo laggiù ha bisogno del suo permesso per andare all'altro mondo! Gli credete? a costui?

— Sì — rispose, naturalmente, Ortensia.

— Non insistiamo — disse Eugenia —, se ci promettete di tornar presto.

Avrei voluto indugiarmi a discorrere con le signore; ma Claudio mi trascinò seco.

— Andiamo dunque! presto! a dare il tuo giudizio della Ca' Rossa, che ho scoperta io e non tu! Cominciamo, signor critico, dall'esterno.