Un desiderio nuovo penetrava ora la mia passione, la rischiarava del tutto; m'infondeva un senso di vitalità potente: proverei le gioie dell'amore paterno; Ortensia sarebbe la madre della mia prole!
E per un contrasto men strano forse che naturale la memoria di mia madre, in quei giorni, mi accompagnava nei noti luoghi più viva che mai.
VII.
Avevo predisposti il Biondo e sua moglie alla visita che m'aspettavo, ma avevo anche raccomandato loro di non far troppi preparativi e di fingersi ignari, per lasciar a Claudio il piacere dell'improvvisata.
La domenica, al giungere del secondo treno del mattino, il vecchio indossò la giacca da festa e calcò in capo la berretta nuova; la vecchierella, ben pettinata e tutta nitida, si strinse intorno al collo un fazzoletto di seta rossa che su l'invernale gabbano di flanella a scacchi e sotto il candor dei capelli dava segno di primavera e d'allegrezza; ed entrambi s'appiattarono in casa ad attendere, palpitando. Io guardavo di fuori, dal prato.
Ahimè! Il treno giunse; ristette; ripartì; e l'attesa fu vana.
Proteste e brontolio della Rita, che aveva fatto sin la torta! Ma il Biondo ripeteva:
— Volete scommettere che vengono con la corsa delle tre e mezza?
Ci colse. Poco dopo che fu passato quel treno, eccoli spuntare.
Ma non tutti: soli Claudio e Ortensia.