Ma la signora continuava a fargli lume; ed egli, per non bruciarsi, gettò il resto del cerino e salì più in fretta.

Ella disse: — Credevo fosse mio marito.

— Troppo gentile; s'accomodi..., s'accomodi — ripeteva Bicci, che era corso a suonare il campanello.

Se non che Luigi o dormiva o era fuori.

— Colgo l'occasione — disse la signora — per farle, benchè in ritardo, le mie condoglianze.

— Grazie.

Ed ella, nell'attesa, proseguiva:

— Sempre sciagure! Siamo proprio al mondo per soffrire!

— Mah!... — fece Gaspare in tono mesto, con lo sguardo in alto quasi intravvedesse lassù, nella vòlta, la ragione suprema della vita. E Luigi non veniva! Tornò a suonare.

La signora Tredòzi sorrise.