— Il violoncello?
— No, il clarinetto.
Gaspare si figurò la persona grave del cavaliere col clarinetto in bocca; e tacque.
— Creda a me: la musica è il miglior conforto nelle disgrazie — seguitò l'altro.
— Lo credo.
— Se mi favorirà qualche volta, suoneremo.
Gaspare allora esclamò entusiasta:
— Volentierissimo!
— Stasera?... Potrebbe?
E gli occhi dello Squiti rifulgevano dietro le lenti.