— Sissignore, posso.

Ripresero la strada; e il cavaliere riprese a dire, senza più sorridere, con tutta gravità:

— Io in casa ci avrei una pianista; ma adesso non ha tempo.

— La sua figliola? — domandò Bicci, al quale battè forte il cuore.

— Non ho figliole: la mia pupilla.

«La sua pupilla? La signorina era sotto la sua tutela?» E Bicci pensò con nuova tenerezza: «Orfana come me!»

— La signorina Roccaforte è per me quel che era lei per suo zio. L'ebbi in casa bambina. Il padre....

Gaspare ascoltava il racconto religiosamente, intanto che benediceva suo zio e il clarinetto.

Poi, essendo già innamorato e con la testa nel cuore, si dimenticò di chiedere allo Squiti perchè la signorina Roccaforte non aveva tempo di sonare.

Nè (importa notarlo?) si ricordava più affatto della signora Silvia. Ah la virtù di ogni amor buono su ogni amore disonesto!