Ora parve a Gaspare di cader dalle nuvole.
E lei:
— Io gli volevo molto bene.
E poichè Gaspare non capiva, ella si spiegò:
— A me sembra che amare significhi più e meno di voler bene. A Enrico io gli volevo bene, perchè egli mi amava; ma sono certa che divenuto mio marito mi avrebbe anche voluto bene. Capisce?
Gaspare avrebbe capito subito, se non fosse rimasto perplesso a chiedersi: «E io che cosa dovrei dirle? Che l'amo, o che le voglio bene?» Tuttavia, a poco a poco, la luce si fece nel suo cervello. Evidentemente, pur volendo bene assai al Griboldi, Erminia non ne era molto innamorata. Perbacco!... Quasi spinto da una molla allora balzò in piedi:
— Signorina! Questo ufficio di consolatore mi è odioso!
Ella interrogava con lo sguardo, stupita.
— L'amo! Io l'amava due giorni prima di sapere che lei era fidanzata; forse l'amavo avanti di conoscerla! Io l'amai solo a vederla, un giorno che lei andava al giardino; e adesso che la vedo soffrire, l'amo e le voglio bene!
La signorina, fredda, rispose: