Lo condusse nella camera attigua, in cui altri due giovani scrivevano o disegnavano; e prese alcune carte.

— Oggi mi bisognerebbe questo, e questo.... Alle quattro vedremo che cosa avrà saputo farmi.

— Non son cose difficili. — disse Bicci.

— Benissimo! E prima d'andarsene Tredòzi lo battè con la mano su la spalla:

— Gran bravomo suo zio!

Dopo un poco uno dei giovani colleghi si volse a Gaspare:

— Fortunato lei!

E il compagno:

— È il primo che quel cane non tratta da cane.

Se non che anche di così innocente fortuna, dovuta in gran parte a una virtù o memoria famigliare, Gaspare ebbe a dolersi presto: alle quattro; allorchè tornò l'ingegner capo.