Ma la Faziòla e Fulgenzio ridevano.
— Sono qui! — disse la donna. — Vado a smorzare il lume.
A posta, per far credere che erano a letto e per accrescersi il piacere dell'improvvisata, l'avevano acceso nella camera nuziale.
Quindi, al mancar di quella luce, le oscene grida e le risa superarono tutti i suoni.
— Adesso accendiamo il lanternino.
Così fecero, nascosti sotto la scala; e attesero.
— Bisogna lasciarli un po' sfogare — ammoniva Fulgenzio.
— Sentite la voce di Mauro?
— E quel della tromba chi sarà?
— È Martino dell'Argine.