Cominciarono il conto, il loro sguardo si riaccendeva mentre distinguevano le monete e le ammucchiavano sorte per sorte, ed enumeravano i biglietti di banca; mentre il vino, a cui non erano avvezzi, ferveva loro nel sangue. Così, a poco a poco, i diversi sentimenti si confusero in una gioia comune.
E il marito non potendo terminare il conto, distese le magre braccia a un timido abbraccio.
— Povera la mia donna!
Lei sorrise.
Fu un momento. In quel momento avrebbero dato fors'anche il libretto della cassa e tutte quelle monete per tornare indietro di dieci anni; ma la sposa subito tornò in sè:
— Sono vecchia, Fulgenzio!
Nè lui insistette; ebbe anche lui la coscienza della sua propria insania; e ripresero il conto.
*
.... La turba frenetica avanzava avanzava. Era una gara a chi strepitasse più forte: un fracasso di secchi battuti a furia; di cassette di latta bastonate senza tregua; di coperchi picchiati l'un contro l'altro come piatti striduli; di campanacci — quelli che s'appendono al collo de' buoi per la fiera — scossi da instancabili mani; e corna di bue roboanti, e voci umane fatte bestiali: grugniti, gallicini, ragli, fischi. Un ex soldato, trombettiere, si sfiatava nel suo strumento; un cacciatore, con meno fatica, sparava a quando a quando colpi di schioppo all'aria, e due cani abbaiando e latrando s'introdussero nella compagnia.
La dimostrazione veniva solenne, memorabile. All'infernale sollazzo dava motivo e impeto l'oscura coscienza rusticana, avversa a che la vecchiaia presuma cosa da giovani, e offesa da una vedovanza interrotta. Nessuno di coloro pensava certo che invece di schernire un connubio ridevole e sozzo, scherniva l'alleanza di due povere anime e di due timorosi egoisti condotti dalla fortuna a reciproco soccorso.