Come finì la Modestia.

Bum! bururùm bum bum! — Bururùm bum bum! — Bum! Barnùm! — Cium! papaciùm! cium cium!

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La donna umile: — Che cos'è questo fragore? questo squillar di trombe, strepitar di piatti e tuonar di gran cassa? Chi arriva?... Oh! una carrozza a quattro cavalli: anzi, un carro trionfale; su cui troneggia la più bella donna che io vedessi mai! Ha gli abiti mirabilmente variopinti e fulgidi di gemme; e sotto di lei siedono gentiluomini in tuba e cravatta bianca. Qualcuno invece della tuba porta una corona d'alloro; qualcuno agita un ramo di mirto; qualche altro ha il viso da bestia, fors'è una bestia.... Io arrossisco a lasciarmi vedere. Mi nasconderò dietro la siepe.

La donna sovrana: — Voi dite, postiglioni, che bisogna dar riposo ai cavalli? A cavalli di razza quali i miei? Vi concedo mezzoretta. Ma giuro che nemmeno per svago non viaggerò mai più per le campagne d'Italia! Io son usa al treno lampo, alle automobili, agli aeroplani; non ho tempo da perdere! Oggi, per vendere a pena un centinaio di aratri a vapore, affollare d'infermi tre stabilimenti idroterapici, aprire due esposizioni agricole, me la son presa comoda; ma ho consumato un giorno e sciupati quattro puledri che vinsero le corse a Longchamp, e che serbavo da galoppare piano piano in Inghilterra, quando per caso mi ci trovassi in domenica. Però io ringrazio voi, miei seguaci, d'avermi tenuta compagnia nel noiosissimo viaggio e vi porgo un marengo perchè andiate all'osteria laggiù, a bere un litro alla mia salute. Un marengo anche a voi, postiglioni e musici. Spicciatevi! Quanto a voi, poeti, se v'aggrada, andrete qui intorno cercando il Gran Pan.

Frattanto, in questa valletta ombrosa e fresca, io penserò un milione di telegrammi da spedire domattina ai miei segretari sparsi nel mondo per il progresso delle industrie, delle arti e dei commerci e mediterò un nuovo modo d'annunziare il Tot e le Pink.

.... Che frescura! Che quiete!

Avvezza al fracasso e alle corse sfrenate, quasi quasi mi vien sonno....

La donna umile: — Ahi!

La donna sovrana: — Chi va là, dietro la siepe?