Réclame: — Se non tutti, molti! molti! Perchè al Verbo dei maestri, i discepoli divengono armento. E se è vero che i discepoli sempre esagerano i meriti dei maestri, non sola tu, ma anche tutti i tuoi parenti prossimi e lontani sono spacciati! La Morale e l'Onore si suicideranno a vicenda, come due amanti infelici; le Virtù Teologali e Cardinali emigreranno nel centro dell'Affrica, dove non siano ancor giunti superuomini. Tu dove andrai?... Quo vadis?

Modestia: — .... Quanto soffrire, o mio Dio, che insegnasti «Chi si esalta sarà umiliato»! Dove andrò?... Non troverò nemmeno un letterato vecchio o non più giovane che mi protegga?

Réclame: — Non dubitare, cara mia, che pur cotesti vecchietti amano me con animo pronto, sebbene con carne stanca! Quanti ne conosco che seguono l'esempio di Vittore Hugo!

Modestia: — Cioè?

Réclame: — Il buon Vittore diffondeva lui le lodi di sè per i giornali della Francia.

Modestia: — Ah! lo so, lo so! Tutti i mali vengono dalla Francia.

Réclame: — Non credo. Già secondo quel tuo miserello Leopardi ogni uomo celebre sempre diventò celebre dando fiato per primo alla sua tromba.

Modestia: — Oh il mio Giacomo!... Poverello! Ma io lo consolavo augurandogli la giustizia del Tempo....

Réclame: — Invano! Ai miei cenni egli dubitava che pur questa fosse un'illusione; egli prevedeva il giorno in cui io avrei proclamato all'universo l'ultimo e supremo trionfo della scienza e la mia gran vittoria su tutti i letterati della terra.

Infatti la gloria del Leopardi s'è già estinta nella fredda considerazione scientifica de' vizi e de' malanni che alla sua poesia furono come l'humus ai funghi; e il giorno della mia vendetta e della mia vittoria universale è venuto.