Lo tradiva! Ma quantunque io leggessi molti romanzi francesi e italo-francesi, quantunque frequentassi il teatro drammatico, non sapevo persuadermi che quella donna avesse tradito l'amico mio prima d'un anno dalle nozze. A poco a poco, dubitai d'aver errato nella mia interpretazione e ricordai che nel lasciarmi Carlo mi aveva quasi detto con gli occhi: «Tradimento, sì; ma che tradimento intendi?»
Forse era un'infedeltà di nuovo genere. Poi riflettei su quel suo negare e non negare a ogni mia precedente dimanda....
Forse Teresa?... E mi convincevo così, adagio adagio, d'una colpa e d'una sciagura mostruosa a cui fossero parti integrali il morbo, la figliazione, l'aborto, la demenza, il tradimento, la turpitudine; sebbene non potessi chiaramente definire qual cosa mai l'indegna moglie avesse fatta. Quando....
.... Ah sì, povero Carlo!... Non m'ingannavo più! Che colpa! che sciagura! che orrore! quando ricevetti:
Petali e corolle
versi
di
Teresa Gurli Dònnola.
L'agnello.
Bèee....
Niveo bioccolo, con le quattro zampe legate in mazzetto; raccolto, dentro il canestro, nel giaciglio di erba ancor fresca, a quando a quando l'agnellino alzava il capo, che subito gli ricadeva come in un abbandono o in un esaurimento di disperazione. Allora sui miti occhi cristiani cadevano le palpebre; indi, ecco: languido languido lo sguardo sembrava cercar di nuovo la landa troppo presto perduta e di nuovo spegnersi a quel fervore di luce, mentre dalla gola riarsa e dal petto ansioso tornava l'invocazione della perduta madre:
Bèee.
Prorompeva il frastuono della musica; rombava, negli intervalli, il susurrio delle voci e lo scalpiccio della folla; e, per tutto, saluti, richiami, risa, sorrisi. Allegria.