— Addio — rispose duro il prete.
— E si ricordi — il vecchio aggiunse più forte: — si ricordi di quel che ho detto.
Ma il prete si rivolse:
— Oh quanto a quello, voi ubbidirete al vostro curato; si sa....
Allora il vecchio venendo a lui e tenendolo per un braccio, eppoi ponendosi la mano al petto:
— Il mio dovere, sissignore, son qui a riconoscerlo! Nelle cose giuste io a lei mi caverò sempre il cappello! — e se lo levava. — Ma se lei si mette a gloriare i birboni, signor curato, mi creda, non c'intenderemo più!
— I birboni? — il curato esclamò. — Già: chi non fa a vostro modo è un birbone! Ma, in fin dei conti, chi siete voi che vorreste stare di sopra alle leggi? di sopra ai superiori? di sopra a tutti? fare sempre a vostro modo? e chi non fa a vostro modo è un birbone? Chi siete, voi?
Ribattè, umile, il vecchio:
— Io? niente! Sissignore, io non sono niente! Ma la processione non è solo lei che la fa! e la processione andrà dov'è sempre andata; glielo garantisce a lei e a tutti gli ingegneri della madre terra, Carlone della Ca' scura!
Fu in queste parole una semplicità così dignitosa, una tal fermezza quasi solenne, che il curato ebbe nell'animo un consiglio di prudenza; e si sarebbe contenuto in modi remissivi, se già prima non avesse meditate e predisposte le minacce che dovevan servirgli a mezzo estremo. Come contro sua voglia, queste gli scapparon fuori in fretta.