— Per da sì! — ripetè il piemontese. — Noi dovuma stè a j ourdin! I ourdin a soun d'andé à prés à la processioun, e la processioun bouna a l'è coula!

Ribattè il toscano:

— Bada, amio. Il nostro doere gli è quello di attende all'ordine pubblio; e chi lo minaccia 'un son mia i preti: sono i rivoluzionari! Dunque s'ha ire 'on esti!

Ma il compagno non l'intendeva; scoteva la testa brontolando:

— Noi en doi, miraco i podouma nen fene!

Se sempre l'unione fa la forza, tanto più l'unione è necessaria quando la forza è rappresentata da due persone sole: chè due carabinieri possono impaurire, ma un solo, tra la folla, muoverebbe a riso. E loro non eran che due, e non potevano dividersi; non potevan fare miracoli.

— Ma l'ourdin à l'è d'andé à prés à la processioun, à la processioun ufficiale! — Evidentemente il piemontese sperò di piegare il compagno con questa grave parola. Invece l'altro:

— Giuraddio! Mi faresti scappà la pazienza! Bada: do'è che stanno i più scontenti? i più curiosi? là! Dunque si dee ire là!

Che! I bugianen son bugianen! Il buon piemontese non cercava ragioni da opporre; voleva essere ubbidito, poichè egli si sapeva nelle grazie del brigadiere e aveva fede nel tenente e s'aspettava da un giorno all'altro la promozione ad appuntato; e, oltre a ciò, era più vecchio d'anni e di servizio. Egli dunque severamente chiamò l'amico per il cognome:

— Rappaini! l'ansiano soun mi! Andouma!