— Voi autri toscani con le vostre ciàciare i stuparie la buca a' na foumna! Ma par sta volta, va!, at a rasoun! — E andò a sedere anche lui sul paracarri di fronte; deponendo il moschetto da lato e su le ginocchia la borsa della corrispondenza.
Amici dunque più di prima tornarono a discorrere di ciò che più loro premeva, mentre guardavan le processioni che dilungavano, già scomparivano. Ah! le loro ragazze non eran venute alla festa di Rioronco....
— .... Quando la pigli tu, la Balbira?
— Quanc i' divento vicebrigadie, i' la sposo dal parroco. — Prendeva la «ferma», faceva la carriera. Ma il compagno, che a sentir lui poteva vivere di rendita, disse:
— Se possono passà esti du anni, io me ne vo; che n'ho auto abbastanza della patria! Vo a lavorà il mi podere, la mi vigna.... Uh! Se tu sentissi il mi vino!... Me la porto 'on me, la mi ragazza....
*
.... Eppure, strada facendo, nell'una processione e nell'altra s'estese un nuovo malcontento; sia perchè la realtà riesce sempre inferiore all'aspettazione, sia perchè Carlon de' Carli aveva avuto il torto di non lasciare almeno una «compagnia» al curato e questi aveva avuto il torto di non concedere almeno un prete in cambio di tante «figlie di Maria». In entrambe le schiere serpeva quel malessere che dan le cose imperfette; quel malanimo che dopo le risoluzioni pacifiche talvolta rinasce anche ne' più docili e generosi avversari. Or come fu pervenuta alla villa Stoia e vi fu accolta da tal frastuono di mortai che pareva il finimondo, la processione sacerdotale avanzò e ristette all'oratorio dove per la porta spalancata era esposta agli sguardi di fuori l'altare tutto adorno e luminoso. Ivi, dopo il Jube Domine, San Michele s'inchinò a destra e a sinistra a benedire la folla genuflessa, tra cui erano molti signori e signore; e cantori e preti ripresero il canto; e il cappellano diede l'ordine del ritorno.
Per ritornare come nella venuta, si comprende che gli uomini, i quali prima erano in coda, avrebbero dovuto far ala sì che passassero lo «scalco», il lampadaro, il crocifero, il vessillifero e quindi le «figlie di Maria». Ma non tutti così fecero. Quasi la funzione fosse compiuta, alcuni rimasero proprio in mezzo alla strada, per alloccaggine e storditezza; e quando giunsero le vergini, non si ritrassero; ne interruppero, confusi e confondendo, la prima fila. Era tra quelli il Moretto, uno di quei due giovani che, già si disse, amavano con incerta fortuna la stessa «figlia di Maria»; mentre l'altro, il Sartoretto, attendeva e guardava bieco a costa della strada. E il restare del primo là in mezzo fu sospettosamente interpretato dal secondo, il quale appena la bella gli fu dinanzi con le compagne, senza tante cerimonie le si mise a fianco.
Arrossì la vergine. E impallidì e si fermò allorchè il Moretto, d'improvviso, affrontava il rivale e diceva:
— Cosa pretendi tu?