Edon sorrise; negò col capo; cercò di esporre l'ordinamento economico della sua patria. Ivi i quattrini non usavano più da secoli, perchè vi abbondavano i frutti della terra da cui la scienza chimica traeva e riduceva gli alimenti; vi abbondavano inoltre i prodotti del suolo necessari alle arti e alle industrie, sì che ciascuno viveva secondo il proprio bisogno e secondo il proprio desiderio.
Polla era rimasto intontito, quasi a ricevere un colpo di mazza sulla testa.
— Come? — gridò poi. — Non solo ci avete la realtà dell'ideale socialista, ma anche dell'ideale anarchico!
— Ideale socialista?... — ripeteva Edon traendo il vocabolario, — Ideale anarchico? —; e intanto Polla ricorreva alla difficoltà più grande che aveva incontrata ne' suoi studi e nella sua fede.
— Dite, dite — domandò: — in che modo vi regolate, voialtri, per la misura del lavoro?
Edon non comprendeva e stava per chiedere più ampia spiegazione, quand'ecco uscì lui pure in un oh! di meraviglia, perchè scorse scintillare la mano di una cocotte che avevano di fronte.
Il socialista era divenuto di bragia in volto, non per pudore. Susurrò in fretta all'orecchio dell'amico:
— È un brillante falso!... È una cocotte.
Ma già lo sguardo di Edon aveva sorpreso in altre mani senza guanti, oro e smeraldi, e fu bell'e fatta; che se gli anelli si portavano per ornamento, avevano un pregio, e se avevano pregio gli anelli, ne avevano anche le pietre; e se per andare in tram erano necessari i soldi, più soldi dovevano essere necessari per adornarsi mani e orecchie.... In conclusione, Polla dovette chiedere l'ordinamento finanziario ed economico del nostro sciagurato paese, e, quasi fosse una bella cosa, permettere all'ingenuo fratello di tornare a casa perchè voleva pietre da cambiare subito in valute!
Ah quanto Polla fu pentito di non aver messo da parte per sè alcuno dei brillanti più grossi! Che colpa essere troppo onesti!