Invano: l'uomo d'Eldorado era già persuaso che nel costo delle cose, cioè nel comprare e nel vendere, e nell'uso del denaro fosse la più attiva forma di civiltà e di progresso; giudicava che il lavoro a salario fosse proficuo alla «produzione» e alla vita d'un popolo; e ragionava press'a poco così:
— Chi spende di più, è più forte! Chi è più forte, è più potente! Chi è più potente, è più temuto! Chi è più temuto è più glorioso! Chi è più glorioso, è più contento! Beati gli europei! beati voi, o italiani!
Allora Polla, invece d'urlare come nei comizi, tacque; finchè disse:
— Levatemi una curiosità. In che modo vi regolate da voi per lo scambio dei prodotti? Mi spiego: voi che professione esercitavate laggiù..., o lassù?
— Il giardiniere.
— Bella professione! Ma che regola avevate nel dare i fiori in cambio o dei cibi o dei vestiti o degli ordigni per volare? Che regola vi hanno tra loro i commercianti, i professori, gli operai?
Sorridendo alla domanda strana e inutile, rispose Edon:
— L'educazione.
— L'educazione? — urlò Polla.
Già: per educazione lavoravano tutti; per educazione non richiedevano più del ragionevole negli scambi. Ad esempio lui, Edon, che faceva il floricultore, non avrebbe mai voluto da un meccanico più d'un paio d'ali, o più d'una poesia da un poeta, per un mazzo delle sue rarissime rose azzurre.