Ma d'improvviso l'eldoradese s'interruppe.

— L'Albergo del libero scambio! — fece, accennando a un uomo che tra la folla del trasporto recava al disopra di un'asta quell'annuncio réclame.

— Questa sera a teatro! — aggiungeva Edon fregandosi le mani.

Il socialista cominciava a smarrirsi. Invero, un uomo che si era divertito tanto a una funzione funebre, logicamente poteva rattristarsi a una pochade; e, d'altra parte, se Edon non era rimasto commosso a uno spettacolo di morte, non doveva esser stata la morte di qualche persona cara che l'aveva indotto a fuggire d'Eldorado. Forse il tradimento d'una donna amata?... Ma v'ha pochade senza inganni di donne? E che accadrebbe a tale spettacolo?... Invece che ridere, Edon, forse, s'appassionerebbe....

E Polla balbettò:

— Penso ora che all'Albergo del libero scambio vi scandalizzerete. È una commedia immorale.

A che Edon:

— Bene! Ne sono così stanco, io, dell'arte morale!

Quella sera dunque bisognò andare a teatro.

Povero socialista! Non solo il compagno fu rapito sin dalle prime scene all'azione comica; non solo dopo il primo atto battè le palme sin quasi a scorticarle (nel suo paese non usava) e mostrò d'agitarsi nel vortice del secondo atto, come s'egli medesimo si trovasse a quei casi allegri e a quegli equivoci ameni: al calar della tela, dopo il secondo atto, proclamò: