Troppo anzi! Troppa grazia! Aldo Varni temè che il mutamento della Cloe, repentino e grave, scoprisse il gioco al marito; e per non compromettersi compiangendolo del tutto, fu riserbato. Disse:

— Tua moglie è nervosa, ma non è cattiva. Solo, bisogna saperla prendere.

Saperla prendere! Bragozzi scattò in ogni nervo. Saperla prendere? Dunque l'intimo amico scorgeva in lui un difetto di tattica? Dunque non vedeva in lui una vittima del destino che l'aveva ammogliato in tal modo; non lo riteneva un martire innocente? Dunque non lo stimava degno di compassione libera e profonda? Ah piuttosto che essere giudicato così, e da uno che aveva voluto essere invidiato per la sua propria felicità coniugale un tempo e invidiato dopo per la felicità coniugale d'un infelice, egli, Michele Bragozzi, arrivò dove [pg!163] non era arrivato mai; arrivò a riconoscere fino una virtù di sua moglie! E attese con desiderio il momento della riscossa.

Scattò eppur tacque quel giorno. Quando però, alcuni giorni dopo, Varni lo compianse: — Tua moglie oggi è davvero intollerabile! — Bragozzi, quasi dicesse: — invidiami giustamente una buona volta! —, ribattè pronto:

— Ma almeno lei è onesta!

[pg!165]

[UN MARTIRE DELLA VERITÀ]

— Peralti! — esclamarono gli ascoltatori. — Carmelo! Il nostro Carmelo!

Già: Carmelo Peralti, il loro compaesano, da qualche anno entrato nella Pubblica Sicurezza e perciò rinnegato da tutti.

E Silvio il sarto riprese a leggere nel giornale la gran notizia, ora incespicando e ora affrettando come se le lettere, dopo l'intoppo, godessero di lasciarsi afferrare dagli occhi e dalle labbra: