Non era una cosa possibile? verosimile? Vera!
— E dopo? — Pannocchia chiese serio, quasi per sapere ciò che più importasse. — Chi lo rammendò, dopo, lo strappo al panciotto?
Ridevano tutti, sguaiati; schernivano cattivi oltre il solito.
Il martire finalmente fu costretto a partire con la cesta sotto il braccio. Ma allorchè svoltava dalla Porta Montana, si rivolse; e agitando la sinistra, per disperato ammonimento più che per rimprovero, [pg!168] rispose ai dileggi con tutta la voce che aveva, con voce di pianto: — Mi fate morire! — E disparve.
***
Ogni giorno dopo desinare la compagnia veniva là all'ombra dei tigli fuori Porta Montana a passar l'ora del riposo, o, come dicono in paese, l'ora di Sant'Agostino. Leggevano il giornale; conversavano; disputavano, se non di teologia, di politica, scienze ed arti, sdraiati su l'erba: Silvio il sarto; Colamosto il calzolaio; Pannocchia il sensale; Volturno Schiza, che sapeva di ogni mestiere e d'ogni cosa, e qualche ozioso di buon umore. Con la cesta delle paste dolci e delle mosche — perchè il velo che avrebbe dovuto proteggere quelle da queste era tutto buchi e le mosche passandovi entravano a deliziarsi senza farsi scorgere — ci veniva anche Grappanera; smorto; quasi terreo; i baffi grigi spioventi; il berretto da ciclista sulle ventitrè. Talvolta recava il liquore di sua privativa, squisito e benefico nelle digestioni difficili; ma egli tornava gradevole più spesso con invenzioni d'altro genere. Perchè Grappanera non diceva mai bugie; solo che le verità che diceva, se le inventava lui. I fiori, le fronde, i frutti della sua fantasia portentosa avevano sempre un fondo di realtà o di ragione; le storie che narrava, le avesse concepite ascoltando da altri fatti o cose lontanamente consimili, o risultassero da sparsi elementi [pg!169] di verità certe a tutti e da lui ricomposti quasi per cerebrazione inconscia, le sue storie si specchiavano nella fantasia, da cui sorgevano, in un riflesso di illusione così vivida che il primo a crederci era lui; e vi giurava sopra, sicuro di non dannarsi l'anima. Ma a che valevano i giuramenti? Coloro là non gliene mandavano buona una. Nè egli poteva staccarsi da coloro, ch'erano la sua morte, appunto perchè chi ama la verità è trasportato dove più la verità è combattuta, misconosciuta, negata, spregiata.
Ignoranti! cocciuti! barbari!
— Abbiamo o non abbiamo la testa per ragionare? — egli protestava ogni giorno; e si raccomandava invano: — Per carità, ragioniamo, ragazzi!
Ragionando, non sarebbe parso naturale che un uomo lungo e magro, come era lui ora, avesse avuto molta forza un tempo? Si sarebbe forse ammalato di cuore se non avesse molto esercitato sangue, muscoli e nervi? E ciò considerando, non riuscivano ammissibili le sue geste? Che c'era di impossibile, per esempio, nella paura che aveva fatto prendere a due ufficiali, a Verona, al tempo degli austriaci?
Aveva una bella amorosa e una sera le venne sete, a lei.