— Che fortuna saper di lettere! — Si consola però subito. — Io non ne so e ci rimedio: col buon senso.

Così, quando al caffè ode leggere dagli amici il giornale e ode i commenti alle notizie politiche e alle miserie pubbliche, si riconforta, si libera a giusto interprete di quel foglio stampato con inesplicabili caratteri, e la sua stessa deficienza gli sembra una conseguenza logica della sua filosofia e della legge che la sostiene: egli, cioè, non comprende un'acca del giornale e comprende tutto l'universo, al contrario di chi guarda al sole e non vede più nulla. O come a dire: i giornalisti, i letterati, gli scienziati scrivono quel che sanno e (salvo il rispetto) non sanno quel che scrivono; e i governanti pretendono di condurre per la strada diritta e non s'accorgono che girano in tondo! In tondo girano; in tondo giriamo: è la legge!

Infatti: oggi corre innanzi un uomo o un popolo, e domani un altro; finchè il primo torna a precedere. Oggi a me, domani a te. — Il figlio del dottore farà lo spazzacamino, e il figlio dello spazzacamino sarà dottore. — Sempre non è seren, sempre non piove. — L'uomo crea e l'uomo distrugge. — Progresso, eppoi regresso. — Tutto è equilibrio; tutto è armonia; tutto su e giù. — E [pg!248] la conclusione sta nell'unico principio in cui riposa il sistema del signor Petronio:

— Il mondo è una ruota che prilla! — Ecco tutto!

Direte che non è una concezione nuova. Grazie tante!; essa raccoglie le dottrine di Pitagora, quel delle sfere in musica, e di Galileo, quel del pendolo; le dottrine di Newton, quello a cui cadde la mela sul naso, e di Darwin, quello dell'evoluzione e delle azioni e reazioni per cui da una scimmia balzò fuori l'umanità. Ma prima di tutto, se non è originale il sistema, è originale il signor Petronio, che nessuno potrà mai incolpare d'aver copiati quei gran filosofi. In secondo luogo, quanti secoli saranno che morì Pitagora? Mettiamo venti, trenta secoli. Ebbene, se dopo trenta secoli, al giorno d'oggi, il signor Petronio la pensa press'a poco come il gran Pitagora, ecco la più bella prova che il mondo è proprio una ruota che gira. In terzo luogo, sia di Tizio, sia di Sempronio o del signor Petronio, questo sistema è il più semplice, il più intelligibile, il più spiccio per risolvere tutti i problemi fisici, morali, economici, sociali, politici. Il cielo è tondo, il sole è tondo, la luna è tonda; dunque la terra deve esser tonda. È la legge! Le stagioni da un pezzo in qua non combinan fra loro? Dunque presto torneremo a godere della primavera e dell'autunno. È la legge! Quest'anno son care le patate: quest'altr'anno saran cari i fagiuoli. È la legge.

Concepito il mondo così, ogni cosa procede liscia. [pg!249] Nemmeno il progresso e le scoperte della scienza turbano la fantasia, e un vecchio settantenne può sinceramente lodare il presente in confronto del suo passato. Automobili, tram, biciclette trascorrono davanti agli occhi del signor Petronio lasciandolo pago, quasi ci avesse avuto la sua parte a inventarli. Pacifico, egli ragiona: — si è sempre detto che in China la macchina a vapore esisteva mille anni prima che da noi; e chi vi dice che non ci esistessero anche i tramvai o gli aeroplani? E viaggeremo tutti per aria e gli aeroplani saran così fitti che succederanno scontri e disgrazie, e si buscheranno malattie come a viaggiare in terra, tali e quali. Ma, pur troppo, torneranno i giorni della barbarie, e i nipoti dei miei nipoti, poverini, patiranno come me quand'ero ragazzo, che pigliavo scapaccioni per paga se aiutavo qualche soldato «dal becco di legno» a levar la ruggine dal fucile. È questione di buon senso: è la legge. —

Infine, quando tutti concepissero il mondo così, ci sarebbero meno birbanti, ricchi e poveri, e meno scioperi: per l'armonia politica non si avrebbero tanti senatori o deputati sempre pronti con i loro tromboni o i loro argomenti e le loro grida a fracassarsi la testa da cari colleghi; e per l'armonia famigliare non si contenterebbero tante stonature e tanti corni e scorni e suicidi in due. Ad esempio, voi, con una donna quale la moglie del signor Petronio, vi sareste affogato nel fiume per liberarvene! Tutto il santo giorno: — Petronio, ho male qui; Petronio [pg!250] ho male qua —; quasi un filosofo avesse obbligo di esser medico e quasi i medici possedessero l'arte di guarire un male qui e un male qua! Lui invece esorta la sua signora a rassegnarsi, a gettar nel pozzo quella morfina maledetta che le fa far tante smorfie, contorsioni e sussulti, a bere vin buono e a sorbir aria fresca, insieme con suo marito che d'inverno spalanca finestra e bocca appena giorno perchè il freddo gli ammazzi tutti i microbi nella camera, nello stomaco, e magari sul naso. Ma son vani consigli; nè giova ripetere, per consolarla:

— È una ruota, Càrola; una ruota che gira. Una volta tutte le donne avevano il convulso: adesso han l'isterismo... (La signora Càrola è sui settanta anche lei)... Una volta non c'era altro rimedio che l'Aceto dei sette ladri; adesso, la morfina. Ma non dubitate che si tornerà all'aceto e al convulso: soltanto, ladrerie e donne saran sempre quelle!

***

A proposito della signora Càrola la biografia del signor Petronio contiene un aneddoto che rivela l'uomo e nell'uomo rivela insieme il buon marito e il pensatore profondo. Ma bisogna, per questo, risalire a diciassette o diciott'anni or sono, quando il mondo pareva aggravato dalla guerra giapponese cinese. I medici — i quali san leggere ma non capiscon nulla — consigliavano l'inferma signora [pg!251] Càrola a distrarsi; e un giorno che il marito doveva andare a Bazzano per contrattare, là presso, una partita di granturco, dàlli dàlli, riuscì a caricare la moglie in treno e a distrarla dal finestrino con lo spettacolo della campagna ancora estiva e dei casolari e dei villaggi pieni di gente allegra. Arrivati che furono, entrarono in paese. Lei si abbandonò su di una seggiola del caffè, e fra un sorso e l'altro di vermouth cominciò a sbigottir la caffettiera con le smorfie, le scosse e la storia dei suoi malanni. Egli intanto prese la via del monte; giunse in mezz'ora alla cascina, e in quattro e quattro otto s'accordò col venditore. Una bottiglia di lambrusco aiuta ad appianar gli affari non meno che un giro di ruota a comprender l'universo.