Ed ecco che, appena fermo il treno, si ode gridare da ogni parte:
— La pace! la pace! Ultimi telegrammi! Notizie della pace! Telegrammi dalla China!
Subito il signor Petronio comperò due o tre giornali; felice come se avesse imparato a leggere in quel punto. Poi discese, e disceso che fu, si volse a guardar nel sedile del vagone e su, alla reticella. Nonostante il gaudio, gli pareva d'essersi dimenticato qualche cosa. Ma l'ombrellino l'aveva: sotto il braccio. E la pace era fatta! Fuori della [pg!255] tettoia, Mascarella, che era già convinto nella chiaroveggenza del filosofo, domandò:
— Venite a desinar con me, Petronio? Leggeremo i fogli.
Allora il filosofo ebbe una luce attraverso il cervello.
— E la mia donna? — esclamò.
... Povera Càrola, che l'aspettava ancora nel caffè a Bazzano, con tutti i mali addosso e senza morfina in tasca!
***
Eppure questo buon Petronio, forse per il naso più che per il resto, dispiacque un giorno a uno sconosciuto che capitò al caffè e che l'ascoltò un pezzo in silenzio, eppoi l'investì arrabbiato come una bestia. Inutile dire che era un altro filosofo. Disse, gridò:
— Ah lei vede tutto chiaro, tutto semplice, tutto spiccio? E lei mi risponda, con la sua ruota: perchè si nasce, perchè si muore? Mistero! Di dove veniamo, dove andiamo? Mistero! Perchè non c'è male senza bene e bene senza male? Mistero! Perchè la coscienza ci dirige e dove ci dirige? Mistero! Se la morte è un male perchè ci è data e se la vita è un bene perchè ci è tolta? Mistero! Perchè l'uomo fu sempre infelice, insaziabile del vero, instancabile a progredire e a che fine? Mistero!