Il signor Petronio sorrideva zitto e quieto quasi pensasse: Qual'è il sistema filosofico che non incontra e trascura le piccole difficoltà?
[pg!256] Ma l'altro filosofo proseguì sempre più torvo e più violento:
— Bando alla sua ruota! e risponda! Perchè tutta la materia è in moto? Mistero! Perchè il feto sviluppandosi nell'alvo passa per tutti i gradi e tutte le forme dell'evoluzione animale? Mistero! Che cosa è l'etere? la luce? Perchè la telepatia? Quale l'essenza della vita? Che cosa è il sonno? la morte? l'enorme mister dell'infinito? In una parola, che cosa è il mondo?
Il signor Petronio aveva ascoltato tutt'orecchi (che orecchie!) e sorridendo; e alla fine della sparata non si scompose. Si grattò a pena a pena il naso, s'alzò pacifico più che mai e con la gran semplicità del suo buon senso, del suo cuore e della sua eloquenza, rinunziando una volta tanto alla sua ruota, rispose:
— Ce la spiego io, in due parole, la questione. Dalla vita alla morte, e anche dopo la morte, il mondo è tutto un imbroglio!
[pg!257]
[NELL'ANNO XX DELLA RE-SO-EU]
Quando, nel quattordicesimo anno della Re-So-Eu (Repubblica Sociale Europea; 2010 d. C.) i radiotelegrammi, gli eliogrammi e ogni sorta di elettrogrammi annunciarono l'invenzione del dottor Pantìfilo, la meraviglia non fu quale si crederebbe. Da un pezzo si conosceva la «emostatina», con cui quasi istantaneamente si arrestava ogni più violenta e copiosa emorragia; da forse un decennio era in uso la «sutura spontanea», per cui in breve si cicatrizzavano le più profonde ferite, si riconnettevano i nervi, le vene, le arterie, i tessuti; e fin dal secolo ventesimo era stata intravveduta l'efficacia dei raggi «ultra-rossi» a mantenere la vitalità nervea. E che faceva il dottor Pantìfilo?
Mozzava la testa ai conigli o alle cavie; ne impediva con l'«emostatina» l'effusione e la dispersione del sangue; salava di radio, per così dire, le parti recise; operando sempre alla luce ultra-rossa riattacava le teste mercè la «sutura spontanea»; e dopo poche ore le cavie e i conigli decapitati e rincapitati sgambettavano allegri [pg!258] al pari di prima. Il merito della risurrezione era dunque particolarmente dei sali di radio, e, tutt'al più, del modo con il quale il dottor Pantìfilo se ne valeva.
Nè la nuova invenzione poteva ritenersi di qualche utilità pratica. Dopo le stragi che avevano condotta l'Europa evoluta alla fratellanza universale, le ghigliottine «perfezionate e multiple» erano state rinchiuse nei magazzini della gran Repubblica, a Lublino. Non poteva più accadere che teste di innocenti di dentro ai panieri sembrassero accusar d'ingiustizia il fratello boia; e non c'era da sperare che in via privata qualche capo di uomo o di donna fosse tolto dal busto con la precisione netta e meccanica che si richiedeva alle esperienze del dottor Pantìfilo.