E Marjana è pur essa felice. Quante volte i giovanili femminili disturbi la distrassero da' suoi studi profondi e dalle scoperte intravvedute! Quante volte ella maledisse le basse tentazioni che le scemavano la gloria! Ora non più: ora essa, in una gioia di liberazione, affretterà le prove del suo sublime ingegno, contenta di compensare con la fama immortale gli anni di meno che nel corpo senile dell'amica avrà da vivere.

Anche Marjana non cospirerà mai più!: statene certi!

E a Rankness, lo sportsman irrequieto, esuberante di forze, malcontento perchè gli pareva di non trovar idoneo sfogo alle energie nervose e muscolari, ho dato la moderazione d'un corpo ligio a una mente ordinata, pacata e lucida; ho data la quiete individuale, famigliare e sociale nella persona del filosofo.

E Uebersinnlich, il filosofo? Oh dite dite!: chi meglio di lui, irrobustito nelle membra dello [pg!270] sportsman, potrà vantare le delizie della mens sana in corpore sano?

A questo punto l'assemblea del Fraternale Governo scattò: applausi, abbracci, baci. Il dottor Pantìfilo fu proclamato lo scienziato più grande della Re-So-Eu.

***

Ah povero dottor Pantìfilo! Che errore! che disastro!

Appena usciti, perfettamente in gambe, dalla clinica, coloro che avrebbero dovuto ringraziarlo tanto, imprecarono contro di lui.

Primo e più forte protestava il poeta Prôneur. Il quale diceva che s'era visto aprir dinanzi agli occhi le porte del Paradiso ma che gliele avevano subito rinchiuse in faccia. «Appena vidi il sol che ne fui privo!». Diceva che la gioia di sentirsi dividere con un colpo netto — tàffete! — e con un fulgore di luce divina la sede della poesia dal corpo bruto e vile è tal gioia che nessuna altra morte può darla uguale, e andava attorno agitando una scure e pregando gli amici di rinnovargli quel servizio. Fu necessario rinchiuderlo in una «casa di malati psichici», cioè in un manicomio. Ma trattandosi d'un poeta geniale, non c'era da farsene caso. Il guaio fu che lo sportsman, l'inglese, con folli tentativi di suicidio revolverava i passanti perchè [pg!271] il braccio armato sbagliava il bersaglio. Il disgraziato, capeggiando le membra del filosofo, a ogni momento stupiva d'essere così pigro e lasso. — What is that?, «Che cosa è questa?» —, gridava fuori di sè. Sopratutto l'eccitava la idrofobia delle membra disubbidienti ogni volta che gli veniva il pensiero di far un bagno. E peggio, se possibile, si sentiva il filosofo tedesco. Egli — e a lui pareva cosa nuova in lui — asseriva che adesso ragionava coi piedi, con le gambe, con le braccia, con tutto, fuor che con la testa, e correva e saltava di qua e di là senza riposo. — Was ist das? — Sfido! Aveva le gambe, le braccia e il resto del più famoso sportsman della Re-So-Eu! Bisognò mandarli tutti e due a tener compagnia al poeta.

Quanto alle due donne, oh che miseria! oh che umiliazione, che abiezione del femminismo!