Questo pensiero diventò un'ossessione nella sua mente, tanto più ostinata quanto più caparbio essa giudicava il nonno a non volerla comprendere.

Così non doveva tardar molto il giorno che di quelle due volontà in conflitto l'una si convincerebbe o illuderebbe di aver vinta l'altra.

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Cesare Antoni, come soleva, una mattina uscì di casa con lo schioppo a tracolla. Scorgendolo dalla finestra Livia patì, violento, quale non mai, il riscontro delle due imagini. Pensò: «Il Passatore!».

E per non piangere si morse le labbra, e non pianse.

Ma più tardi, senza un appiglio, senza un pretesto, osò chiedere al vecchio:

— Mia madre cosa ebbe in dote?

Egli la guardò negli occhi; essa ne sostenne lo sguardo.

— Niente ebbe. Perchè?