Niente! Dunque non avrebbe potuto dir suo, non impuro, neanche un tozzo del pane che sino allora aveva ingoiato e che per due anni dovrebbe ingoiare! E al colpo inatteso, Livia abbassò gli occhi, affranta.
— Perchè? — insistette l'altro, ancora forzandola a risollevar gli occhi e a rispondere.
— Son decisa a disubbidirle; e avrei desiderato evitare che lei, fra due anni, m'incolpasse d'ingratitudine.
A ricevere uno schiaffo l'Antoni avrebbe reagito con minor impeto. Infiammato in faccia e nelle pupille, diritto, alto, imponente vegliardo, avanzò come per arrestare nella sciagurata il pensiero colpevole [pg!119] prima che cadesse nel pentimento. E l'investì:
— Ti sei svelata, una buona volta! L'ho avuta la prova manifesta del tuo cuore, della tua religione, della tua pietà! Tu non vuoi obblighi di gratitudine e di affetto; tu mi odii! Peggio: l'odio vincola, e tu non vuoi vincoli! Hai capito che io ho una volontà di ferro; hai temuto che la mia volontà sia più forte della morte e io possa dominarti sempre, finchè vivrai, e per ribellarti, per essere libera, minacci di farti suora! Ma non t'accorgi, sciagurata, della contraddizione mostruosa; non t'accorgi che sei pazza d'egoismo? Pazza! — le gridò contro.
Ella tacque; tremante; reggendosi a stento in piedi: ma con lo sguardo immoto.
E il nonno, men violento oramai che disperato, aggiunse:
— Già si dice! Nino Galastri a chi dimandava, al caffè, perchè tu non trovi chi ti sposi, ha detto: — «Non sapete che l'Antoni è matta?».
Lui? Nino Galastri?
— Lui? — fe' la ragazza, il volto improntato di un sarcasmo che la svisava come una smorfia atroce.