— Sì. Presto o tardi se ne pentirà; ma l'ha detto!
E allora ella corse nella camera attigua, trasse da uno stipo la lettera dell'innamorato respinto, e tornò porgendola.
[pg!120] Il vecchio l'afferrò. Mentre la leggeva lei si aspettava che cadesse morto di colpo: leggeva: «... sposandola, signorina, io avrei offesa l'opinione pubblica; si sarebbe detto che la sposavo per godere i marenghi del Passatore».
Invece il nonno gettò il foglio e rise.
— Ah, ah! E tu la conosci tutta, la storia? Non la conosci bene? No? — Essa non rispondeva. — Te la racconterò io! A Belpoggio, proprio dove ho fabbricato la villa per te, per la tua felicità, c'era una casupola mezza in rovina; e io l'avevo affittata a un manutengolo o a un collega del Passatore. Dopo che questo fu ammazzato, colui fu preso e condannato non so a quanti anni di galera. E di là scriveva alla moglie, che non sapeva leggere e veniva da me a farsi leggere le scritture del marito. Ma io, furbo, le leggevo prima per conto mio. E una volta vidi che il ladro raccomandava alla moglie di non abbandonar mai la casa ove stava. Io, zitto!; e diedi subito commiato alla donna. E mi misi a scavare. Scavai una, dieci, cento pentole piene di marenghi rubati dal Passatore, e così... Hai inteso?
— Gl'invidiosi, gli oziosi, gli ignoranti, i maligni, i vigliacchi — seguitò l'Antoni, di nuovo sopraffatto, nell'ironia, dall'ira — non comprendevano, non comprendono la origine di una ricchezza acquistata con le fatiche, con gli studi, l'ingegno, la forza della volontà e dei nervi, e m'han dato, a me, per collega il demonio, e hanno inventata [pg!121] l'infamia e ci credono! E tu vuoi farti suora per questo!
Per questo. La storia non era vera? E come negare che era bene uscire da un mondo ove si commettevano coteste infamie, deturpando il nome di una famiglia, affliggendo la vita intera di un uomo, senza castigo?
— Sì, nonno: per questo! — Livia fu sul punto di rispondere. Ma a veder il vecchio divenuto livido, in una attesa di passione mortale, gli si gettò d'impeto nelle braccia piangendo:
— Lo credo! Lo credo, nonno, che lei sia innocente!
***