E il giovane promise che v'andrebbe. Né mancò all'ora convenuta; e madonna Lisa, che pareva angustiata e timorosa, quasi senza fiatare l'introdusse nella camera buia degli spiriti; e disse: — Non dorme ancora e bisogna aspettare.
Cosí messer Guido rimase un pezzo ad aspettare al buio; e la donna non veniva mai, e neppure gli spiriti. Egli sbuffava e imprecava a tutti i mariti che non dormono e a tutte le mogli che [pg!115] non sanno addormentarli, quando finalmente udí dei passi: i passi della servicina che con in mano una lucerna veniva a dire come messer Tonio non aveva sonno. Onde messer Guido, stucco e ristucco, fece per andarsene. Ma non andò.
La serva di madonna Lisa era piccoletta e rotondetta; era fresca e colorita, e a guardarla dava l'idea d'una pera già matura quando è lí che par che dica coglimi. A messer Guido, che era stucco, bisognava attendere dell'altro; e nessuna maggior noia che un'attesa prolungata per chi fra tanto non faccia qualche cosa.
Che cosa fece messer Guido?
Talora accade che un ragazzo nel passare presso un orto scorga una pera già matura la quale in vista da uno dei rami piú carichi e piú bassi par che dica coglimi; e il ragazzo s'arresta, guata, si delibera, salta la siepe ed allunga la mano: allunga la mano, ed ecco che il padrone gli esce addosso infuriando e tempestando.
Ed ecco aprirsi la porta e comparire madonna Lisa, la quale fermatasi di botto — Buon pro', messere —, disse.
[pg!116] La servicina aveva messo un grido e s'era coperto il viso con le mani. E la padrona aggiunse, piena d'ira:
— Ma dell'ingiuria vi pentirete tutt'e due! — E tornò indietro; e allora fuggí anche la servicina; di guisa che messer Guido rimase cosí, senz'aver còlto nulla.
Della serva non gli rincresceva molto; ma molto gli rincresceva di madonna Lisa, e del bene perduto prima che goduto. A ricuperarlo — giacché voleva ricuperarlo ad ogni costo e in quella notte stessa —, egli chiese consiglio alla sua matta testa, la quale gli ricordò che messer Tonio temeva degli spiriti: indi l'idea. Subito dal letto, che là era preparato, trasse via un lenzuolo, vi s'avvolse da capo a piedi, e salite le scale brancicando ed inciampando, piano piano si diresse ove di sotto un uscio appariva un po' di luce. L'uscio cedette all'impeto.
— Uh la fantasima! — urlò, balzando, messer Tonio, il quale vegliava in orazione. A che la Lisa si rivolse, e nello scorgere il Morlaffi in tale foggia, co 'l viso deforme e gli occhiacci spiritati, [pg!117] quasi scoppiava per non ridere. Pure disse seria: