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Pazienza! Ed essa perdonava a quel perfido: l'amava, e nell'amore nuovo e nell'abiezione non avrebbe avuto piú un pensiero, una parola, uno sguardo per Alvise Pasqualigo!
Alvise non sopportò l'abbandono deciso ed assoluto della donna che aveva amato troppo e troppo a lungo; non volle rassegnarsi alla vendetta di madonna Vittoria; non si riebbe, e la gelosia travolse nel fango l'anima sua e la dignità d'un uomo. Nessun innamorato fu mai un mendico cosí sordido come Alvise Pasqualigo, il quale scriveva di tali lettere:
«Se voi vedeste com'io sto, forse che m'avreste compassione, se ben pochissimo mi amate. Di grazia, trovate modo ch'io possa darvi alcuna lettera, che so ben io che avete molte comodità. E se è possibile, sí come io son certo, fate ch'almeno per una volta sola io venga a voi (non dico ad abbracciarvi, ché troppo indegno mi giudicate e troppo vile mi tenete), ma ch'io venga a baciar la terra dove voi tenete i piedi...»
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Madonna Vittoria, senz'altro, gli rimandava i ricchi doni, le sue lettere, il suo ritratto.
Ed egli:
«O mio amore infinito, o donna ingrata! E qual altro sarebbe stato quello che non avesse scoperto al mondo i vostri tradimenti acciocché foste stata conosciuta per quella che sete? Voi meritavate pure ch'io scoprissi il vostro adulterio a vostro marito....; ma io non voglio che la fragilità del vostro petto e l'errore di donna poco savia mi faccia far atto indegno di me. Anzi tanta discortesia che m'avete usata voglio ricompensar con doppia gratitudine procurando fino co 'l proprio sangue di coprir la vostra vergogna.... Voglio che conosciate l'amor mio vedendo ch'io non posso patire di vedervi patire danno o vergogna alcuna: anzi per accrescer il vostro contento e acciò che voi possiate godervi il vostro amante, voglio esser cagione che vostro marito vada a star fuori qualche giorno. Vi avvertisco bene e vi prego ad operar piú cautamente di quello che fate, perché non vi è alcuno in quelle [pg!160] contrade che non sappia il modo che tenete per raccoglier i vostri amanti nelle braccia....»
Proprio cosí: egli «voleva essere il mediatore a' suoi diletti e procurar comodi alle sue dolcezze, contentandosi, in premio del suo lungo affaticare, che il bene che gli toglieva la sua crudeltà privandolo di lei, gli fosse concesso dal vedere che per suo mezzo godeva felice....»; contentandosi «di essere amato da fratello, pur che talora gli fosse concesso di vederla e di ragionarle con quell'amore che sogliono i fratelli famigliarmente....»
Per prudenza essa permise questo, e un giorno che voleva andare nell'altana passando di tetto in tetto egli fu preso a sassate come un ladro: come un mortale nemico era odiato da madonna.