Già: a parlare del marito e dell'Arboldi il polso precipitava, martellava, scottava. Come scottato, il conte abbandonò il braccio della dama e balzò in piedi: stupito, stordito non sapeva piú che si dicesse. Diceva:
— Ma dunque, se l'abate Fantelli.... No: non è possibile! — E quando si fu ricomposto, senza esitare, rapido, asserí:
— Voi siete innamorata, marchesa! Voi siete innamorata; ditemi, è vero?
[pg!203] — Sí — rispose la dama; ma poteva essere il sí di prammatica.
— Siete innamorata di vostro marito: è vero?
La Fratta s'aspettava una risata dinegatrice, ma la dama, la quale, meravigliata anch'essa, era per gridare — Chi ve l'ha detto? —, ebbe tant'ira di scorgersi scoperta nel suo segreto, e scoperta dal conte, e sentí tant'odio per il conte, che frenò la curiosità e tacque.
— È vero? — incalzava l'altro —: di vostro marito?
— Sí! — E questo non fu il solito sí; fu un sí aspro, secco, trafiggente. L'altro continuò:
— E voi fino ad oggi avete sofferta la mia servitú solo in ubbidienza della moda?
— Sí!