(1119) non li caglia C. R. 2.
Cap. CCLXXXVIII.
Lo re domanda: quali sono quelli che si vantano più che gente del mondo? Sidrac risponde:
Quegli che più si vantano che gente del mondo sono tre maniere di gente: la prima sono vecchi folli, che si vantano di loro gioventudine, e pensano che le genti lo credano, e non credono mica che quelli a cui elli lo contano li gabbano e beffano. La seconda maniera si è lo folle istrano, che racconta le grandi follie ch'egli ànno fatte nel loro paese; e dicono, io era ricco e gentile; e si ne va ad uno che li crede, e beffallo(1120). La terza maniera si è lo folle ricco, che conterà le sue follie e le sue bugie; e quelli che l'odono lo gonfiano, e si gli confessano ciò ch'egli dice, per la sua ricchezza; chè per aventura egli ànno mestiere del suo servigio.
(1120) Così ha pure il C. R. 2.; ma certo qualche errore o qualche omissione è qui corsa nel testo; il quale può essere corretto col C. F. R., dove leggesi: par I qui le croit, X le moquent.
Cap. CCLXXXVIIII.
Lo re domanda: perchè sono(1121) gli nuvoli così di state come di verno? Sidrac risponde:
Li nuvoli sono altresì di state come di verno; e altressì pioventi di tutte le stagioni dell'anno; e s'elle non sono nelle nostre parti, si son elle negli altri paesi; e di tutte le stagioni dell'anno non fallano giamai al mondo, nè di verno nè di state. Che quando lo fermamento fa lo suo movimento, lo sole piglia lo suo alto corso, e così fa istate e a noi verno; e in questo modo non falla giammai istate e verno al mondo, di tutte istagioni dell'anno. E quello torno che il sole fa, non è mica la montanza d'uno palmo, ma per l'altezza del fermamento ci pare molto mutato(1122).
(1121) non sono C. R. 2.(1122) Forse montato; ma anco il C. R. 2. ha: mutato; ed il C. F. R.: loins.