Lo re domanda: dee l'uomo mostrare laida cera al suo amico? Sidrac risponde:

Se tu se' nella tua casa colla tua famiglia, e il tuo amico viene sopra te, tu non dei però mostrare laida cera, nè crucciare, conciosia cosa che(1116) tu ti crucci in fra te. Ma tu gli dei mostrare bella cera e bello senbiante, e fagli onore e piacere al tuo podere. Che se tu gli mostri rio sembiante, tu lo cruccierai, e avrai mala volontà in lui(1117).

(1116) benchè C. R. 2.(1117) e farai la mala volontà verso te di lui venire C. R. 2.

Cap. CCLXXXVI.

Lo re domanda: come alcuna volta l'uomo conquisterebbe in battaglia due uomini o tre, e alcuna volta è vinto da uno solo? Sidrac risponde:

La battaglia si è simigliante a Dio; che quelli che loro pensiero ànno in Dio, non intendono ad altra cosa se non a Dio servire, e quivi ànno gli loro pensieri. Altressì dee fare quelli che battaglia fa: lo cuore e la volontà e lo suo podere dee mostrare di tutto in tutto alla sua battaglia fare; e dimenticare di tutto in tutto gli suoi figliuoli e la moglie e la sua ricchezza. E dee pensare che s'egli è valente e vigoroso, egli vincerà la sua battaglia, e s'egli è cattivo e ricredente(1118), egli sarà vinto e morto; e in cotale modo conquisterà egli la battaglia.

(1118) Vedasi intorno a questa parola ciò che, nello Spoglio degli Statuti Senesi, e nello Spoglio Lessicografico della Tavola Ritonda, scriveva il nostro carissimo Filippo Luigi Polidori, nel quale l'Italia ha perduto un altro di que' vecchi nostri, modestamente sapienti, che non conoscevano i superbi e prosuntuosi disprezzi si certa odierna gente dottissima.

Cap. CCLXXXVII.

Lo re domanda: è sanità di mangiare tutte cose? Sidrac risponde:

Tutte le cose che Idio fece per mangiare sono buone e sane, che le cose che sono inferme, non sono se non della infermità del corpo. Quando il corpo è sano, ciò ch'egli mangia si è sano per lui; e quando egli è frale e malato, poco di cosa ch'egli mangi, si gli fa male. Che la 'nferma vivanda e la sana viene dal corpo; chi à sano corpo, no gli fa(1119) quello ch'egli mangia, che tutto gli è sano e buono; e al corpo infermo poca cosa gli fa male.