(1129) si le nombril est trop etortile au ventre de la mere C. F. R.(1130) ture C. F. R.

Cap. CCLXXXXIII.

Lo re domanda: lo senno onde viene? Sidrac risponde:

Lo senno viene di puro coraggio e di puro sangue e di puro cervello. Quando le due di queste cose sono pure(1131), è altressì come quelli che non vede se non d'uno occhio, che non può vedere così chiaramente come quelli che vede di due. Se tu ài puro coraggio e puro cervello, e tu ài iscuro sangue, sapiate che egli è sopra il cuore, e a lo cervello non lascia avere senno naturale. E se tu ài puro sangue e puro cervello e iscuro cuore, egli ti sturba gli altri due, e non gli lascia avere buono senno naturale. Ma se tu ài i tre buoni e puri e netti, tu ài lo buono senno naturalmente, per diritto natura. E tutto questo aviene per lo corso delle pianete e per l'ordinamento di Dio.

(1131) Meglio nel C. R. 2.: Quando le due di queste cose sono pure e la terza non è pura, elli non à diritto senno nè naturale, altressì come quelli ec.

Cap. CCLXXXXIIII.

Lo re domanda: di che viene lo pensiero che l'uomo àe, che gli pare vedere quello che non è? Sidrac risponde:

Li pensieri che l'uomo pensa alcuna volta di cosa che non è stata, e gli pare ch'ella sia, sapiate che ciò aviene del sangue ched egli aportò co' lui del ventre della sua madre che è gelato e vano. E alcuna volta si muove coll'altro, e rinfabilisce verso lo cuore, e fallo pensare in malvagità(1132), e credere cose che non furono, per la vanità del movimento di quello sangue.

(1132) in malvagie follie C. R. 2. — vanite et folie C. F. R.

Cap. CCLXXXXV.