Lo re domanda: lo sospiro(1133) onde viene? Sidrac risponde:

Lo sospiro viene del coraggio(1134). Quando lo cuore dell'uomo è pieno di rinfabilimento del sangue, allora sospira, per sè iscaricare e votare di quello rinfabilimento. Chè quando lo sangue si muove per lo corpo, egli rinfabla, e rende al cuore uno aiere molto caldo, che molto la grava, e allora lo cuore sospira per discaricarsi di quello malvagio aiere. E altre volte lo cuore à cruccio, e gli omori si muovono per quello cruccio, e rendono al cuore loro rinfabilimento, e l'infiamano tanto che sofferire nol puote; e allora li conviene gittare molti grandi sospiri. E spesse volte aviene che lo cuore sospira sanza cruccio: questo è lo rinfabilimento del sangue che si discarica.

(1133) Nel C. L.: spirto. — Abb. corr. coi Codd. R. 2. e F. R.(1134) Per cuore.

Cap. CCLXXXXVI.

Lo re domanda: la lena onde viene? Sidrac risponde:

La lena escie della rischiaratura(1135) degli omori, che sopra lo cuore vengono, che fendono lo cuore per lo mezzo, e l'uomo chiude gli suoi occhi per dormire; e di quella lordura ch'è d'intorno a lui(1136), escie una aire molta grieve per la sua bocca; e poi viene un altro aire puro e netto, che a lui va dirieto, e si lo iscarica di quella medesima lordura.

(1135) della rischiaratura e della schiuma C. R. 2.(1136) Pare che abbia da intendersi intorno al cuore.

Cap. CCLXXXXVII.

Lo re domanda: lo starnuto onde viene, e come lo potrebe l'uomo tenere? Sidrac risponde:

Lo starnutire viene di due cose: la prima del vento e della freddura del corpo, che egli escie di due vene del capo, e escie per lo più presso ispiraglio ch'egli truova, e ciò sono gli anari del naso. L'altra maniera si è di guardare lo sole: che se tu lo riguardi, tu istarnutirai. Lo calore del sole gli entra nelle vene del corpo, e caccia la freddura di là. E se tu ti vuogli tenere di starnutire, quando tu n'avrai talento, inmantenente ti cuopri la bocca, e alena: quello aire che dee disciendere per gli anari, si discienderà per gli pertugi della bocca, e così se ne partirà, che già nollo sentirai; che all'aprire che tu fai la bocca, la lena se ne va senza sentire.